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Se pensate che il freddo o gli ambienti chiusi e affollati siano la causa delle malattie, allora è bene chiarire sin da subito che, sebbene svolgano un ruolo in tutto questo, non sono mai la vera causa: la causa è sempre un virus o un agente patogeno che ci infetta.

 

Come ci infettiamo?

Spero che abbiate letto l'articolo precedente relativo al sistema immunitario, così sarà più facile capire quello che segue.

Quando un virus, come quello che causa il raffreddore per esempio, supera la barriera della clearance mucociliare (immunità innata) e riesce ad agganciarsi alla mucosa respiratoria, che cosa succede? Ci ammaliamo subito?

Beh, non è detto!

L'immunità innata continua a proteggerci, mettendo in campo altri sistemi che prendono il nome di processo infiammatorio. Questa è una reazione di difesa che si innesca ogni volta che siamo attaccati da un agente esterno, come un virus, un batterio, un veleno, ma anche quando ci feriamo, o ci scottiamo, o riceviamo un colpo.. Il suo scopo è quello di isolare il danno e ciò che lo ha provocato, per proteggere i tessuti e le cellule circostanti, e promuovere il processo di riparazione, fino alla completa guarigione.

Infatti la mucosa infiammata richiama i linfociti natural killer e i macrofagi che intervengono per attaccare e distruggere la causa dell'infezione (il virus, nel nostro caso). Qui inizia anche la cooperazione tra immunità innata e acquisita, che porterà alla produzione di anticorpi, che però saranno pronti solo dopo 10-14 giorni. Solo dopo diventeremo immuni a quel virus e, anche se in fututo dovesse infettarci di nuovo, non potrà più farci ammalare, perché verrà subito neutralizzato dagli anticorpi.

Ma ora gli anticorpi non ci sono e l'infezione è localizzata a livello della mucosa. Se i linfociti N.K. e i macrofagi riescono a bloccare il virus, allora non ci ammaliamo e viene ripristinato il normale funzionamento dei tessuti e il processo infiammatorio finisce. Ma se non riescono a fermare l'infezione, allora il virus può raggiungere il sistema sanguigno e diffondersi in tutto l'organismo, così l'infezione diventa sistemica come pure il processo infiammatorio. In questo caso ci ammaliamo e potremo iniziare ad avere i sintomi della malattia.

 

Cosa succede quando ci ammaliamo?

Il processo infiammatorio è diventato sistemico e continuerà finché l'infezione non sarà eliminata. Terminerà solo con la guarigione e la riparazione dei tessuti, ma oltre alla prima fase acuta, può andare incontro ad altre due fasi.

Cerchiamo di capire queste tre fasi che sono:


- infiammazione acuta
, che era già iniziata a livello locale, ma ora è sistemica perché il virus è riuscito a diffondersi in tutto l'organismo. Si potranno manifestare i sintomi della malattia. Alla fine o si guarisce completamente (ripristino dei tessuti in condizioni normali) o si passa alla fase sub-acuta.


- infiammazione sub-acuta
, inizia quando la fase acuta non è riuscita ad eliminare completamente ciò che ha causato la malattia (il virus) e anche i sintomi continuano nel tempo o ritornano spesso. In questa fase si possono sovrapporre altri virus e/o batteri e i tessuti subiscono un danno. Guarendo, i tessuti presenteranno gli esiti della riparazione (cicatrizzazione). Ma se anche al termine di questa fase non si è guariti, si passa alla fase cronica.


- infiammazione cronica
, se l'agente che causa l'infezione non può essere eliminato, l'infezione continua (probabilmente si sono sovrapposti altri virus e/o batteri) e inizia la distruzione dei tessuti (degenerazione tissutale) coinvolti dall'infezione. Questa fase rappresenta il fallimento del processo infiammatorio che non è riuscito a riparare il danno e a guarire l'organismo.

 

Durante la prima fase acuta, l'organismo risponde con forza all'attacco, mettendo in campo tutte le sue "armi". Tutti i sintomi sono in "crescendo" e, a meno che non sia veramente necessario e prescritto dal medico, in questa fase è meglio non interferire e lasciare che il processo infiammatorio faccia il suo corso. Anche la febbre per esempio è utile, perché aiuta l'organismo a eliminare virus e batteri. Quindi in questa fase bisogna, più che altro, controllare che i sintomi non vadano oltre una certa soglia di sicurezza e aspettare che inizino a diminuire da soli. Prendere antipiretici quando si ha 38 di febbre non serve a niente, anzi è dannoso perché interferisce con il processo di guarigione.

 

Le altre due fasi, quella sub-acuta e quella cronica, iniziano perché il processo infiammatorio non è riuscito a eliminare l'infezione. Durante queste due fasi, la mucosa respiratoria continua a essere infiammata e, anche se l'edema si riduce un po', non riesce a tornare alla normalità. Anche gli altri sintomi possono migliorare, ma non passano mai del tutto (continuano o ritornano spesso). La scarsa ventilazione, dovuta alla mucosa infiammata, genera ristagno di muco, il che favorisce lo sviluppo di altre infezioni che si andranno a sovrapporre ed evolveranno, a seconda di dove sono localizzate, in altre malattie ben più gravi, perché danneggiano i tessuti coinvolti fino a distruggerli e sono più difficili da combattere.

 

L'haloterapia può aiutare il processo di guarigione?

Quando siete al termine di un raffreddore, l'azione del sale micronizzato migliora la ventilazione delle vie aeree perché aiuta a sfiammare la mucosa e favorisce l'eliminazione dei ristagni di muco.

Dobbiamo però tener presente che l'azione del sale, soprattutto nelle prime sedute, può stimolare sintomi come naso che cola e tosse, perché agisce in modo naturale, richiamando acqua dalla mucosa e dai tessuti con cui entra in contatto.

Quindi è bene iniziare quando i sintomi stanno diminuendo, cioè verso la fine della fase acuta.

Se invece già vi trovate in una delle due fasi successive, cioè sub-acuta o cronica, è certamente possibile iniziare, ma sempre tenendo d'occhio i sintomi, perché anche in queste fasi ci possono essere dei momenti in cui tornano ad acutizzarsi. In questi casi, come già spiegato, non bisogna interferire, ma sospendere e aspettare che i sintomi diminuiscano, per poi ricominciare. Pian piano e con un po' di pazienza si deve aiutare l'organismo a tornale in uno stato di normalità e di salute.

Quindi, a seconda dei momenti, l'haloterapia ci può aiutare e si può sfruttare in vari modi. Comunque, dato che ognuno di noi reagisce diversamente, va sempre dosata e adattata alla persona.

 

L'ideale però sarebbe di prevenire le malattie anziché curarle, perché è più facile prendersi cura della salute.

L'haloterapia è un ottimo sistema per fare prevenzione e se vuoi sapere come, leggi:

quando iniziare l'haloterapia >

  


Bibliografia/Fonti:

- http://www.pediatria.it/studi/enzocolacino/faq.asp
- https://www.sergioalbanese.it/le-malattie-orl/naso/il-raffreddore/
- https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/o/otite?highlight=WyJhZGVub2lkaSJd#cause
- https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/s/sinusite?highlight=WyJyaW5pdGUiLCJhY3V0YSJd#cause
- https://www.pneumologo-ballor.it/malattie/terapie-consigli/respirare-aria-mare-parere/
- https://www.lucea-multimedica.it/benefici-dellaria-mare/
- http://www.ildottorzoccatelli.it/Pediatra/IlMare
- https://www.my-personaltrainer.it/farmacologia/processo-infiammatorio-66.html
- https://www.microbiologiaitalia.it/immunologia/infiammazione/

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